Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia "S. Martino Vescovo" - San Martino Al Cimino, Provincia di Viterbo

Indirizzo: P.za dell'Oratorio, 2/A, 01100 San Martino Al Cimino VT, Italia.
Telefono: 0761379803.
Sito web: facebook.com
Specialità: Chiesa cattolica, Abbazia, Museo d'arte, Cattedrale, Chiesa, Punto d'interesse culturale, Museo, Parrocchia, Attrazione turistica.
Altri dati di interesse: Ingresso accessibile in sedia a rotelle, Parcheggio accessibile in sedia a rotelle, Bagno accessibile in sedia a rotelle.
Opinioni: Questa azienda ha 558 recensioni su Google My Business.
Media delle opinioni: 4.6/5.

📌 Posizione di Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia "S. Martino Vescovo"

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia

⏰ Orario di apertura di Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia "S. Martino Vescovo"

  • Lunedì: 09–19
  • Martedì: 09–19
  • Mercoledì: 09–19
  • Giovedì: 09–19
  • Venerdì: 09–19
  • Sabato: 09–19
  • Domenica: 08:30–19

L'Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia "S. Martino Vescovo", situata in Piazza dell'Oratorio, 2/A, 01100 San Martino Al Cimino VT, Italia, è un luogo di grande importanza storica e culturale. Il suo telefono è il 0761379803 e la sua pagina Facebook è facebook.com.

Le specialità dell'Abbazia includono la Chiesa cattolica, l'Abbazia, il Museo d'arte, la Cattedrale, la Chiesa e il Punto d'interesse culturale, oltre che il Museo e la Parrocchia. È un'attrazione turistica di grande rilievo.

L'Abbazia è anche dotata di accessibilità per persone con disabilità, con ingresso, parcheggio e bagno accessibili in sedia a rotelle.

I visitatori hanno espresso una media delle opinioni di 4.6/5, secondo le recensioni presenti su Google My Business. La struttura ha ricevuto un totale di 558 recensioni.

Questo luogo merita una visita per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura italiana. È un tesoro nascosto che merita di essere scoperto e ammirato. Per maggiori dettagli e informazioni, si prega di visitare la loro pagina web.

👍 Recensioni di Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia "S. Martino Vescovo"

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
Daniele M.
5/5

Costruita durante la prima metà del XIII secolo dai monaci Cistercensi francesi fu consacrata ufficialmente nell'anno 1225. Nel 1379 subisce già un consistente spopolamento. Nel 1426 rimasero soltanto due monaci ad abitarla. Nel 1564 venne chiusa definitivamente. Nel 1645 subentrò Olimpia Maidalchini Pamphili, nota come Donna Olimpia, che fece la fece restaurare completamente. Tale intervento donò nuova vita all'abbazia, permettendole di arrivare fino ai giorni nostri. I rifacimenti del '600 previdero anche la costruzione di due poderose torri campanarie che vennero posizionate ai lati della facciata. Lo spazio interno è suddiviso in tre navate e conserva ancora molto bene il carattere spartano che lo contraddistingueva sin dal principio. L'interno della chiesa infatti, nonostante i rimaneggiamenti seicenteschi, appare austero: fedele allo stile Gotico, nonché alla filosofia costruttiva con la quale fu progettata in origine l'abbazia. La navata centrale prende luce direttamente dallo splendido finestrone che si apre al centro della facciata. Si tratta di un'unica ampia apertura, all'interno della quale prendono forma due spazi delimitati da archi acuti; questi sono sormontati da un pregevole rosone in pietra composto da otto petali. Su questo largo finestrone, sempre incastonati nel suo perimetro interno, figurano altri elementi decorativi; tali ornamenti, seppur di proporzioni ridotte, posseggono lo stesso pregio costruttivo del rosone. Le navate laterali, al contrario di quella centrale, non godono della presenza di fonti di luce diretta, pertanto versano in una condizione di costante penombra. Gli interni sono stati realizzati interamente in pietra grigia per cui, in condizioni di luce naturale, su tutto l'ambiente prevalgono delle sobrie e delicate sfumature di grigio. Questo materiale costruttivo è stato impiegato anche per le strutture esterne, ad eccezione delle due possenti torri postume. Su di esse il tessuto murario è stato coperto da uno strato di intonaco che a sua volta è stato tinteggiato con una tenue gradazione di giallo crema. Secondo Me l'attrattiva maggiore dell'abbazia è costituita dalla particolarità dei suoi interni. Qui dentro infatti, soprattutto durante le giornate piovose oppure in condizioni di scarsa luminosità, emerge in maniera evidente quella particolare e suggestiva atmosfera che caratterizza gli ambienti interni delle chiese in stile Gotico. Pertanto durante certe giornate d'inverno, quando il cielo è scuro e le nuvole minacciano pioggia, l'abbazia di San Martino riesce ad esprimere tutto il suo fascino in tal senso. Un fascino ammaliante, cupo e tenebroso, che ricorda molto quello delle abbazie Gotiche del Nord Europa.

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
Luciano S.
4/5

L'abbazia è il cuore del paese il cui disegno ricompone fedelmente la sagoma della chiesa.

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
Meri M.
4/5

Abbazia cistercenze molto bella.Posizionata in alto dove , dal piazzale c'e' una bella visuale sul paese di San Martino e su Viterbo...

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
marian V.
5/5

Un posto bellissimo vicino Roma. A pochi chilometri da lago di Vico. Tanti bar, ristoranti e hotel o strutture di accoglienza.
Si mangia molto bene nei ristoranti del posto.

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
Paolo V.
5/5

Posto magico vista mozzafiato

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
RONIN
5/5

Una bellissima abbazzia medievale.
Consiglio un passaggio .

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
Gemma F.
5/5

È una magnifica abbazia cistercense, di cui resta purtroppo solo la bellissima chiesa gotica. Domina il borgo di San Martino al Cimino, frazione di Viterbo.
L'ho visitata in occasione di un bel concerto serale di musica classica.
Merita sicuramente la visita.

Abbazia di San Martino al Cimino - Parrocchia
M B.
4/5

Festa della 🌰 e dei 🍄! Borgo medievale dove sorge una abbazia (costruita dai frati cistercensi) del XIII secolo. Il borgo deve il suo splendore al papa Innocenzo X, che ne investì la vedova di suo fratello, donna Olimpia Pamphilij Maidalchini. Fu questa, infatti, a dedicarsi alla sistemazione dell’abitato, fino ad allora stretto intorno all’Abbazia cistercense, affidandone il progetto a Marcantonio de’ Rossi ed altri grandi nomi del tempo tra cui il Bernini e il Borromini (che disegnò la porta urbica). Il palazzo è visitabile solo su appuntamento.

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